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domenica 3 febbraio 2013

Il problema siamo noi

Mai come in questo ultimo anno e mezzo si sono sentiti tanti attacchi alla nostra classe politica, alle ruberie , favoritismi e nepotismi che impestano la cosa pubblica ed alle varie caste, presunte o reali che siano.
Senza voler entrare nel merito di quanto questi attacchi siano fondati o meno oppure dovuti al populismo ed alla demagogia dilaganti, mi sono spesso chiesto se noi, semplici cittadini, noi italiani non avessimo le nostre responsabilità nel declino nemmeno troppo lento che ha colpito il nostro paese, soprattutto per quanto riguarda la moralità intesa come senso civico, onestà e capacità di seguire le regole.
Una risposta l'ho avuta ieri, grazie ad un episodio che rappresenta, secondo me, perfettamente lo stato di deterioramento dell'italiano medio. Vi riporto quanto successo senza ulteriori commenti; ognuno potrà trarre le conclusioni che crede.

Ero al centro commerciale e stavo osservando alcuni modelli di ricevitore satellitare, nello specifico quelli con lo slot per la smart card di TivuSat, il consorzio che permette (semplifico molto) di ricevere i canali RAI o Mediaset anche quando sono criptati per problemi di diritti televisivi. Succede, infatti, che la RAI, o chi per essa appartenente al consorzio, acquisti i diritti di trasmissione di determinati programmi o avvenimenti solo per il territorio italiano, per cui la trasmissione satellitare (che può essere captata in tutta Europa) viene criptata. I cittadini italiani possono acquistare una smart card, versando una somma una tantum, per decriptare il segnale attraverso gi appositi decoder. La card viene emessa dalla RAI, e la condizione principe per averla è essere in regola con il pagamento del famigerato canone RAI.
Questa la premessa. Mentre sono lì che guardo i decoder, si avvicina un tizio sulla trentina, ed inizia la seguente conversazione:
Tizio: "Se ne intende di queste robe?"
Io: "Più o meno, si"
"Questi sono i decoder per tivusat?"
"Si, questi con il marchio e lo slot per la smart card"
"Ecco, quelli per tivusat naturalmente costano il doppio degli altri"
"Beh, hanno la possibilità di mettere delle smart card, gli altri no"
"Ah, poi ci va la smart card?"
"Si, bisogna prendere la smart card dalla RAI"
"E magari bisogna anche aver pagato il canone"
"... Eh... si"
"Cioè se non ho pagato il canone non mi danno la tessera"
"No, direi di no"
"Incredibile, davvero incredibile. Le studiano proprio tutte. Ma non c'è modo di avere la tessera senza il canone? E' una vergogna"
"..."
"Ma, dica... se uso il canone di mio zio, ad esempio, mica sanno dove uso la Card, no?"
"Credo di no"
"Ah ecco, così va bene"
E se ne va soddisfatto. 
A voi i commenti...

venerdì 16 novembre 2012

Continassagate

Leggevo oggi questo articolo sull'affare Continassa, volto a sbugiardare quanti protestano per l'ennesimo regalo del comune di Torino alla famiglia Agnelli ed alla Juventus. "Un po di dati e qualche precisazione", titola l'articolo, peccato che i dati siano presentati in maniera ingannevole e che le precisazioni siano piuttosto carenti.
La prima cosa che salta all'occhio è l'assurda pretesa di calcolare il valore al metro quadro del terreno conteggiando solo la superficie edificabile.
A casa mia, un'area di 180mila metri quadrati concessa per 10 milioni di euro, risulta costare 63,89 euro al metro quadro, e non c'entra un bel nulla che su quell'area edificherò per soli 33mila metri quadri. Sono un po' problemi miei, insomma.
Se anche la volessimo vedere come l'autore dell'articolo, si tratterebbe comunque di pagare 33mila metri quadri di terreno ed averne in regalo altri 147mila, insomma, un bel gesto di generosità da parte dell'aministrazione comunale di quello che vene comunemente definito "il comune più indebitato d'Italia".
Ma smettiamo di giocare coi numeri, e veniamo alle presunte precisazioni.
Si legge testuale, nell'articolo: "Potenzialmente su quella zona si sarebbero potuti edificare in totale 50.000 metri quadri, ma la Juventus ha rinunciato a 17.000 metri quadri che saranno utilizzati dalla Città di Torino altrove". Uno legge questa frase e pensa: che magnanimi questi juventini, potevano lucrarci ancora di più, ma si accontentano. Eh già...
Peccato che rispetto all'ipotesi di accordo iniziale, la Juventus non abbia affatto "rinunciato" ad edificare di più, ma abbia invece chiesto di aumentare l'area a disposizione includendo anche lo spazio dell'ex Arena Rock. Il tutto, ovviamente, allo stesso prezzo, tanto che è stata proprio questa l'anomalia che ha fatto riesplodere la protesta. Ma come, si diceva, gli aumentano l'area e non rivedono nemmeno la cifra offerta? E meno male che la questione non è passata inosservata come avrebbe voluto il buon Fassino e l'assessore Curti, così, pur avendo ormai approvato la variante, si è ottenuto di avere almeno un'altra perizia che stabilisca di quanto l'offerta deve essere adeguata.
Ma mica è finita qui. Mi sarei aspettato ben altre precisazioni. Mi sarei aspettato che invece di scrivere che l'area della Continassa "Attualmente, oltre ad essere in parte oggetto di occupazioni abusive è sfruttata soprattutto per attività illegali di vario tipo", il buon articolista avesse sottolineato come proprio l'area dell'Arena Rock fosse stata data in concessione ad una società che ci ha appena terminato di costruire una pista da kart. Questa concessione verrà revocata per far posto alla Juventus, in barba agli investimenti che questi poveri cristi hanno fatto in questo ultimo anno per costruire la struttura. L'idea è quella di spostare la pista di kart altrove (rifacendola, quindi, con tutti i costi che ciò comporta), ma l'assessore Gallo ha già dichiarato che stanno verificando se sia stato fatto tutto a regola d'arte (il che si legge con un bel "stiamo cercando un cavillo qualsiasi per dargli un calcio nel culo, non ricollocarlo da nessuna parte ed evitare di pagare le pesanti penali previste dal contratto").
E per finire una domanda che pochi si pongono: ma da tutta questa operazione, il Comune almeno ci guadagna una bella cifra? Eh, come no!!! 11 milioni di euro di cui sette /otto riutilizzati per le opere di urbanizzazione dell'area. A Fassino restano in mano, da mettere nel porcellino comunale, BEN QUATTRO MILIONI!!!

venerdì 25 novembre 2011

Perchè mi fido di Monti (almeno per ora).

Ci son voluti vent'anni ma finalmente gliel'abbiamo fatta a scollare il Cavaliere dal cadreghino di Palazzo Chigi. Rimettere in sesto i disastri di vent'anni di Berlusconismo sarà un'impresa titanica ma, almeno per il momento, non è la nostra priorità.
La nostra priorità è evitare il default e rimettere in sesto i conti, ridando fiducia ai mercati e, possibilmente, mettendo a punto quelle riforme basilari sempre promesse e mai realizzate, occupati com'erano gli ultimi governi a risolvere i problemi giudiziari e personali del nano di Arcore.
In questo scenario è entrato in gioco Mario Monti, una persona di sicuro spessore anche (e soprattutto) morale. La scelta di affidare il governo a Monti non è piaciuta ai più, e tutti sembrano impegnati a gufare contro per poter poi dire "l'avevamo detto noi che Monti avrebbe fallito. Dovevate far risolvere la crisi a noi".
Io, invece, di Monti mi fido, almeno per il momento, al di là del fatto che la scelta fosse abbastanza obbligata. In una situazione critica come quella in cui ci trovavamo (anzi, ci troviamo ancora), le dimissioni del Governo sono arrivate con almeno un anno di ritardo, ed un'0altra soluzione interna al centrodestra era francamente improponibile. Altrettanto improponibile era andare ad elezioni subito, sia perchè avrebbe dilatato ulteriormente i tempi di incertezza ed instabilità politica, sia perchè dalle urne non sarebbe usvcito nulla di buono, chiunque avesse vinto.
Tolto Berlusconi, il centrodestra non ha un leader capace di coalizzare tutte le varie anime che coesistono a fatica (è ora di sfatare il mito del centrodestra coeso contrapposto ad un centrosinistra frammentato e diviso, abbiamo visto chiaramente che in entrambi gli schieramenti esiste una serie di correnti più o meno ufficiali tendente all'infinito), tanto che caduto il capo la Lega si è immediatamente sfilata dalla scena dando l'impressione di non aspettare altro da anni.
Dal canto suo il centrosinistra non sta certo meglio. Andiamo ad elezioni ma chi votiamo? Bersani lo smacchiatore di giaguari? O qualche vecchio rottame modello Veltroni/D'Alema? O un Renzi tanto bravo a parole ma sfuggente nei fatti? Vendola? Di Pietro? Per carità!!!
Il terzo polo è ancora troppo marginale per poter rappresentare qualcosa più di una spalla da maggioranza.
In questo scenario, ripeto, un governo tecnico era il meglio che potessimo avere, e Monti ha la personalità e le qualità per accontentare tutti.
Sono comunque convinto che non sia un prestigiatore, per cui dal pantano ci tireremo fuori solo attraverso provvedimenti che colpiranno inevitabilmente le nostre tasche ed i nostri diritti, ma ciò non dipende da Monti. Chi si lamenta del "lacrime e sangue" prospettato da Monti crede davvero che Berlusconi o suoi eventuali sostituti avrebbero risolto la crisi senza intervenire in maniera decisa sui cittadini? E' stata proprio questa prospettiva di passare per massacratore delle genti, che ha convinto il tronfio nanetto a dimettersi per non poter essere accostato ad eventuali provvedimenti impopolari.
Parimenti mi fa ridere chi continua, ogni tre per due, a recitare il mantra dello spread che non diminuisce "quindi come volevasi dimostrare non era colpa di Berlusconi". A parte il fatto che non sappiamo cosa sarebbe successo se fosse rimasto in sella. Magari sarebbe già raddoppiato, chi può dirlo? E poi, sinceramente, lo spread lo determinano i mercati, ed i mercati vogliono delle risposte, non delle ipotesi, per cui finchè le manovre e le soluzioni non saranno messe nero su bianco, sono abbastanza sicuro che la situazione resterà uguale ad oggi: un po' lo spread scende, ed un po' risale.
Per il resto, le critiche che leggo sono piuttosto risibili.
Monti è massone? Può darsi, ma siamo governati da un branco di massoni deviati da vent'anni (e forse anche di più)... il peggio che possa accadere è che non cambi nulla.
Monti fa parte del gruppo Bilderberg? Tremonti pure, e quindi?
Monti fa parte della trilaterale? Non essendo tra coloro che considerano la trilaterale una minaccia per il mondo al pari dei servizi segreti deviati, dei Maya e degli UFO, la cosa mi lascia totalmente indifferente.
E poi, ripeto, avevamo un presidente del consiglio (e molti parlamentari) piduista, dei ministri dal passato inquietante di agitatori e picchiatori, altri personaggi di dubbia qualità con alle spalle interessanti carriere nello showbiz più becero e fortissime competenze sul nulla, e ci preoccupiamo di una squadra di governo formata da persone qualificate e competenti?
Le mie maggiori speranze in Monti sono riposte in una parola che ha pronunciato più volte nel suo discorso di insediamento: equità. Come detto prima, sono convinto che la cura non sarà indolore, ma se sarà applicata a tutti con "equità", ognuno per quanto gli spetta e gli tocca, allora sarò soddisfatto anche se dovrò pagare delle tasse in più.
Sono prontissimo a ricredermi (con i fatti, però, non con le bufale che provengono da non si sa dove...) se Monti dovesse disattendere le promesse e le intenzioni mostrate in questi dieci giorni di "governo". Ormai manca poco, ed anche Monti scoprirà le sue carte, così tutti potremo fare e rivedere le nostre valutazioni ed opinioni sul suo operato.

martedì 12 luglio 2011

Cameri con vista

Ieri sera ascoltavo il TG3 Piemonte, e facevo alcune riflessioni su una notizia apparentemente innocua se non addirittura positiva: l'apertura di un nuovo stabilimento della Alenia a Cameri, per la costruzione delle ali dell'F-35.
Il faccione sudaticcio di Cota, che pare abbia un contratto secondo il quale deve apparire al TG3 Piemonte almeno una volta in ogni edizione, certamente più di quante sopno le sue apparizioni in Consiglio Regionale, spiegava come la costruzione dello stabilimento fosse l'opera più importante attualmente in Piemonte, e snocciolava i numeri dei posti di lavoro creati con questa nuova fabbrica, tutto inorgoglito. Ci mancava solo il sottotitolo "Roberto Cota, il Presidente Bravo e Bello che crea posti di lavoro dal nulla e protegge il nostro futuro di Piemontesi".
Bossi, nel suo bofonchiare quasi incomprensibile, benediceva l'opera rispondendo con un disarmante "Se non lo facevamo noi lo faceva qualcun altro" a chi gli faceva notare che non era proprio il massimo della coerenza per la Lega sbandierare da una parte la contrarietà alla Guerra e dall'altra un accordo per costruire un aereo militare.
Al di la' delle questioni politico-militari, comunque, alcuni pensieri mi frullavano in testa. Li riporto così, in ordine sparso.
Che bisogno c'era di costruire uno stabilimento nuovo a Cameri e smantellare l'impianto di Torino?
Le ali dell'F-35 non potevano essere costruite a Torino?
Lo stabilimento di Cameri darà davvero nuovo lavoro a molti novaresi oppure, come più probabile, la maggior parte del personale proverrà dal dismesso stabilimento di Torino?
E se fosse questo il caso, come si può definire un grande successo il trasferimento coatto di almeno 400 persone (dati dell'ottobre 2010, magari ora i numeri sono diversi) da Torino a Cameri mentre si sarebbe tranquillamente potuto usare ciò che già esisteva senza sprecare soldi regionali per finanziare un nuovo stabilimento apparentemente inutile?
In ultima analisi: perchè questa gente (centro, destra, sinistra senza distinzioni) continua a prenderci bellamente per il culo raccontando favole e millantando operazioni che nascondono sempre, sempre, sempre degli interessi particolari?

venerdì 10 giugno 2011

Sant'Oro

Non ho mai guardato Annozero. non mi piace Santoro nè, in generale, mi piacciono le trasmissioni in cui la lite fa parte del copione principale. Ballaro', pur ammorbato anch'esso da frequenti discussioni sopra le righe, è un esempio di trasmissione che seguo più volentieri, perchè nonostante tutto lascia parlare tutti ed il conduttore è decisamente meno fazioso (anche se si capisce, ovviamente, da che parte stia).
Detto ciò, mi sto davvero divertendo a leggere i commenti sulla presunta cacciata di Santoro dalla RAI con annessa chiusura del programma.
Da una parte ci sono i Berluscones duri e puri, che dicono peste e corna del programma sostenendo che non dà voce alla destra, e poi fanno a cazzotti per andarci a sbraitare (e quindi: di che stiamo parlando?)
Fanno parte di questa categoria i Castelli, i La Russa e le Santanchè di turno.
Poi ci sono tutta una serie di spettatori, mediamente di centrodestra, che vomita ogni genere di insulto verso Santoro e la sua trasmissione.
Generalmente le argomentazioni sono queste:
1) Santoro è pagato dai nostri soldi attraverso il canone. A parte che la maggior parte di chi pronuncia questa frase, il canone poi si vanta di non pagarlo, sfugge ai più il piccolo particolare che Annozero, volente o nolente, raccoglie in pubblicità circa cinque volte più di quanto costa una puntata. Quindi NO, non lo paghiamo noi, Santoro, e tantomeno lo paghiamo con i soldi del canone.
2) La trasmissione è oscena, è una vergogna che la RAI trasmetta queste cose. Io parto dal presupposto che per dire che sia oscena, la trasmissione uno l'abbia guardata. Beh, la soluzione è semplice: se ti fa schifo, non guardarla. Mi vengono in mente tutte quelle persone che guardano Grandi Fratelli, Isole e Fattorie varie per poi lamentarsi di quanto siano trasmissioni sgradevoli. MA SE SONO SGRADEVOLI PERCHE' LE GUARDATE?!?!? Se invece non le guardate ma vi lamentate della qualità della trasmissione, beh, che dire: siete dei fenomeni paranormali.
In generale, soprattutto in televisione, il successo della trasmissione lo decreta il pubblico. Se la trasmissione è seguita, continua, altrimenti no. Se davvero volete cacciare Santoro dalla RAI, sappiate che guardare ogni singola puntata per vomitargli addosso qualsiasi accusa, prima di tutto fa male al vostro fegato, secondariamente non fa altro che aumentare lo share e, di conseguenza, il successo della trasmissione stessa.
Fate vobis...

martedì 3 maggio 2011

Trova le differenze

Non mi sento di condannare l'uccisione di Bin Laden. Le feste in piazza, però, le trovo quanto meno inopportune.

sabato 16 aprile 2011

Il bipolarismo perfetto

La politica moderna, si diceva poco tempo fa, deve basarsi sul bipolarismo. Infatti a Torino, per le elezioni amministrative, sono state presentate ben 45 liste: 1. Comitato Torino Libera 2. Lega Padana Piemont 3. No Euro 4. Dipendenti, disoccupati e pensionati 5. Moderati per Fassino 6. Federazione della Sinistra 7. Sinistra Critica 8. Movimento 5 Stelle 9. Azzurri italiani 10. La Piazza 11. Forza Nuova 12. Sinistra ecologia e libertà 13. Forza Toro 14. Federazione dei Movimenti per Torino 15. Alleanza per Torino 16. Comitato Popolo Latino Americano (Co.Po.L.A.) 17. Forza Juve 18. Lista Bunga Bunga 19. No immigrazione-No nucleare 20. Fiamma Tricolore 21. Partito Comunista dei Lavoratori 22. Coscienza comune 23. Italia dei valori 24. Insieme per Torino 25. Pdl 26. La Destra 27. Udc 28. No Ue 29. Movimento Fascismo e Libertà 30. Gariglio Sindaco 31. Alleanza per la città 32. Alleanza di centro Pionati 33. Pensionati e invalidi per Fassino 34. Lista Coppola per Torino più rosa 35. Pd 36. Verdi verdi 37. Consumatori per Fassino 38. Pli-Psdi 39. P.S.I. (Torino laica, socialista e liberale) 40. Lega Nord 41. Popolari Italia domani 42. Ambientalisti del sì 43. Verdi Piemonte Europa Ecologia 44. F.L.I. 45. Pensionati
Detto che alcune formazioni sono davvero esilaranti (una su tutte: Fascismo & Libertà...una contraddizione in termini), io credo che chiunque voti una lista che si chiama Forza Toro, Forza Juve, Lista Bunga Bunga o simili, dovrebbe perdere il diritto di voto per almeno dieci anni.

giovedì 17 marzo 2011

Buon 150esimo Compleanno, Italia

Oggi è il compleanno dell'Italia. Sono 150 anni, è giovane e nel fiore degli anni. Eppure sembra vecchia e decrepita, superata. Nessuno la vuole, tutti la contestano, la gente non sa nemmeno come esporre correttamente il tricolore alla finestra, mettendo il rosso a sinistra. Gli italiani sono tutto tranne che uniti, ed il patriottismo è un sentimento caro solo a pochi reperti nazifascisti (alcuni dei quali occupano alte cariche parlamentari, purtroppo...). Tuttavia questo paese è caro a molti lo stesso ed io sono uno di quelli. Spesso mi vergogno di essere italiano, ma non per l'Italia: per gli italiani, o almeno alcuni di essi.
E' dura essere italiano quando hai una classe politica di pagliacci a rappresentarti,ed all'estero vieni deriso costantemente e puntualmente.
Pero' una parte di quella classe politica la dobbiamo ringiraziare sentitamente. Si, perchè è indubbio che senza i leghisti ed i loro ridicoli piagnistei contro le celebrazioni, ed il continuo riferimento ad una nazione inesistente come la Padania, la partecipazione morale a queste celebazioni del 150esimo anniversario del'Unità d'Italia sarebbero state minori. Moltominori.
Ed allora grazie anche a loro: per una volta vi siete resi utili anche voi.
E buona festa a tutti.

lunedì 14 febbraio 2011

Adesso.

Centinaia di migliaia di persone in piazza, ieri. Tante donne, ma anche uomini che rifuggono la logica del bunga-bunga con cui la destra ("certa" destra) ha egemonizzato l'Italia e che vuol farci credere che tutti apprezziamo.
Le donne della destra, di "quella" destra, si sono subito affannate a sminuire la portata della manifestazione. Dall'oca giuliva Gelmini, che ha avuto il coraggio di definire "quattro radical chic" la marea di persone che si è riversata nelle piazze italiane, all'assatanata Santanchè, che vorrebbe organizzare una bella manifestazione con le donne che sostengono Berlusconi (sicura di volere il confronto, anche solo numerico?), tutte le donne che attualòmente occupano un cadreghino grazie alla benevolenza del capo non hanno perso l'occasione di stigmatizzare o deridere la manifestazione.
Bene. Sono contento che sia accaduto. Tutto questo affannarsi a denigrare il sentimento di una gran moltitudine di persone, che fanno parte di quello stesso "popolo" che il loro capo agita sempre a sproposito quale ultimo legittimatore supremo di tutte le sue nefandezze, dimostra una volta di più che la manifestazione ha colpito nel segno. Si rosica, e si teme di perdere lo scranno, e quindi si va all'attacco, perchè come recita il vecchio adagio, non  c'è milgior difesa dell'attacco.
Certo, la nostra piazza è diversa da quella dell'Egitto o dell'Algeria o della Tunisia, tanto per citare le ultime in ordine cronologico che "hanno cacciato i governi", ma affermare che le piazze non provocano le dimissioni è quanto meno incauto.
I tempi sono maturi, non facciamoci scappare anche questa occasione di rimettere in carreggiata l'Italia. "Se non ora, quando?" recitava lo slogan della manifestazione di ieri. Adesso.

martedì 26 ottobre 2010

'Sta gran Coppola di m...

Sapete chi è Michele Coppola? E' il nuovo assessore alla Cultura della Regione Piemonte. E' quello che,da assessore alla cultura, ha detto che candidare Torino a diventare la "Città europea della Cultura" nel 2019 non vale la pena, perchè costa troppo, come costano troppo i grandi eventi culturali.
E' lo stesso Coppola che, da consigliere comunale, criticava l'Assessorato alla Cultura del Comune di Torino perchè destinava troppi soldi come contributo agli eventi culturali cittadinied ora, da Assessore Regionale alla Cultura, critica quello stesso Assessorato del Comune di Torino perchè ne stanzia troppo pochi, costringendo la Regione a maggiori esborsi.
Coppolino nostro ne ha pensata un'altra delle sue: l'SMS per la Cultura. Si tratta di un accordo con le società telefoniche per istituire un numero speciale al quale mandare un SMS che vale un euro di contributo per le iniziative culturali regionali. Come dice Coppola "È uno strumento per andare a sollecitare chi ama la cultura, chi è disposto a donare un piccolissimo contributo per la mostra che ha appena visitato e, perché no, per lo spettacolo che lo ha fatto emozionare".
Cioè fatemi capire: io vado a vedere una mostra, a visitare un museo o a vedere uno spettacolo, e quando esco oltre al prezzo del biglietto che ho gia' pagato devo ancora donare un euro cosi' la Regione puo' fare a meno di dare contributi di tasca sua?
Geniale!!!
Mabafangulo va!!!!!!!!

domenica 17 ottobre 2010

Che confusione tra pubblico e privato!

Mentre la prode Gelmini taglia a destra ed a manca i fondi per la scuola pubblica, costringendo le famiglie (soprattutto quelle meno abbienti) a fare salti mortali e minando alla base il traballante sistema educativo italiano, arriva il nostro "Faccia d'Angelo" Roberto Cota, governatore con truffa della Regione Piemonte, che annuncia un aumento dei fondi di sostentamento per la scuola. Quella privata, però.
Certo che dopo aver sentito la Gelmini dire che i fondi per la scuola pubblica dovrebbero arrivare anche dai privati, vedere che in Piemonte i soldi pubblici vengono stanziati per le scuole private fa un po' impressione. Perchè sembra quasi che la scuola pubblica debba privarsi di fondi in favore di quella privata, e che per sopperire alla mancanza di fondi dovrebbe rivolgersi ai privati, mentre la scuola privata in mancanza di fondi si rivolge allo stato. 
I fatti non mi cosano per niente: soldi pubblici alla scuola pubblica, e fondi privati alla scuola privata. Non mi sembra poi tanto difficile.

giovedì 9 settembre 2010

Si prega di non disturbare

Ieri Bonanni, prima Schifani e Marini. Si susseguono (e non è ancora finita, vedrete) le contestazioni nei confronti degli ospiti della Festa Nazionale del PD che si sta tenendo a Torino.
Il clima è caldo, e solo un cieco, o uno con una termoregolazione non funzionante, non lo percepisce. Il fatto che queste contestazioni avvengano alla festa del PD, da una parte è un po' un caso, nel senso che ci sono tante personalità discusse invitate a parlare tutte nel medesimo luogo, e questo luogo ha risonanza nazionale, essendo la festa NAZIONALE Partito Democratico. Dall'altro lato, però, dovrebbe dare un po' da pensare agli organizzatori di questa festa, che sembrano aver messo insieme un cartellone di ospiti "a rischio" davvero fenomenale. E meno male, a questo punto, che hanno fatto tutta la manfrina dell'invito mancato al presidente regionale illegalmente eletto Roberto Cota, altrimenti chissà che divertimento.
Quello che mi ha colpito, però, non è stata la contestazione in sè, ma l'immagine che se ne è voluta dare.
I grillini ed il popolo viola (che, ricordiamo, sono due entità ben distinte e non hanno nemmeno gli stessi obiettivi), sono stati tacciati di squadrismo e fascismo perchè si sono permessi di fischiare e contestare il presidente Schifani, uomo fortemente in odore di mafia, mentre ieri è stata il turno dei contestatori di Bonanni, tacciati di antidemocraticità e fascismo da un Enrico Letta particolarmente nervoso.
A parte che i contestatori di Bonanni sono stati descritti come appartenenti all'area antagonista, mentre dai filmati si vedono tranquilli (si, vabbe', incazzati, ma "tranquilli" in senso lato) cinquantenni, probabili cassintegrati, operai, e pochissimi "giovani dei centri sociali", ma quello che fa specie è che nessuno si è chiesto quale fosse il motivo della loro contestazione. Nemmeno Bonanni, con le sue dichiarazioni da miracolato di Lourdes per essere scampato ad una "aggressione per farmi male", ha cercato o voluto capire il perchè di quelle contestazioni, nonostante il suo atteggiamento zerbinesco nei confronti di Marchionne potesse fargli suonare qualche piccolo campanellino d'allarme. Ha persino tirato in ballo i "famigerati ultras", quelli che vanno allo stadio per fare casino, violenti di professione, che secondo lui sarebbero andati a contestarlo (forse era gelosodi Maroni?), pur di non farsi una domanda sul perchè di questa contestazione.
In generale, però, è davvero vergognoso che non si tolleri più il dissenso in nessuna maniera. I contestatori sono fascisti e squadristi, non hanno diritto di parola nè di opinione, devono solo riempire le scomode sedie di plastica, annuire a comando ed applaudire. Guai a fischiare, se qualcuno dice cose non condivisibili. Evviva il pensiero unico e conformato.
Quando ieri dal palco Letta sbraitava "voi non siete come noi", intendendo che "loro", cioè il PD, sono i veri democratici, diceva una grande verità. Sono diversi anni, ormai, che il PD o suo equivalente, non è più rappresentativo del popolo, dei lavoratori, delle classi disagiate, ed è per quello che costantemente, inesorabilmente, ad ogni consultazione politica perdono sempre più voti a favore di una formazione discutibile e xenofoba come la Lega, che sa invece raccogliere le istanze della gente e trasformarle in voti (che poi risolva davvero i problemi che promette di risolvere in campagna elettorale, è tutta un'altra storia, ma tant'è...).
Fini si è svegliato dopo 16 anni di come profondo, chissà se le avvisaglie di un autunno caldo sveglieranno anche il PD?

lunedì 6 settembre 2010

La pietra dello scandalo

E' di questi giorni la mobilitazione mondiale nei confronti della condanna alla lapidazione per Sakineh Mohammadi Ashtiani, una donna iraniana accusata di "adulterio durante il matrimonio".
L'appello sta facendo il giro del mondo, ma in Italia (magari anche da altre parti, ma qui ce l'ho proprio sotto gli occhi) stiamo assistendo ad un fenomeno particolare.
L'appello viene spesso accompagnato da commenti come "E poi parlano di civiltà", oppure "Questa è la cultura islamica", e via discorrendo.
Ora vorrei capire bene. Qual è il vostro problema? Che sia stata condannata a morte o che debbano ucciderla a sassate? No, perchè nel primo caso sono al vostro fianco, essendo da sempre un fervido sostenitore dell'abolizione della pena capitale.
Se invece la vostra preoccupazione è quella di commutare la lapidazione in una più "civile" impiccagione o, come avviene nel civilissimo mondo occidentale, in una iniezione letale o nella sedia elettrica, allora beh... mi spiace, cari miei ipocriti del cazzo, ma mi tiro fuori.
E vi ricordo che la lapidazione è una pratica ampiamente descritta e prevista nella Sacra Bibbia. Così, tanto per parlare di religioni tolleranti o meno.

domenica 5 settembre 2010

Gara di ipocrisia

Il TG3 nazionale di questa sera (non so gli altri) è stata la sagra nazionale dell'ipocrisia. Partecipanti: Gianfranco Fini, Roberto Maroni, Roberto Calderoli ed infine Valentino Rossi.
Iniziamo con Fini ed il suo attesissimo discorso da Mirabello. Fini scopre adesso i metodi "stalinisti" di Berlusconi nella conduzione del partito-azienda chiamato PdL.Ci sarebbe da chiedergli dove abbia vissuto negli ultimi 15 anni, visto che il nano è così da sempre. Ma il top lo raggiunge quando afferma che se fosse ancora stato nel PdL avrebbe fortemente stigmatizzato la "indecorosa genuflessione" del governo nei confronti di Gheddafi. Peccato che quando il Colonnello venne a Roma qualche mese fa inscenando lo stesso indecoroso spettacolo (condito da una foto con cornice attaccata alla divisa...), Fini si fosse guardato bene dal criticare l'iniziativa.
Subito dopo parte un servizio sulle dichiarazioni del cardinale di Milano Tettamanzi, che auspica la costruzione di una moschea per dare agli islamici un luogo in cui esercitare e professare il proprio culto. Nel servizio viene riportato il commento del Ministro degli Interni Roberto Maroni, che sostiene: "Qui non si costruiscono moschee da nessuna parte". Gioverebbe ricordare al Ministro che gli articoli 3, 7, 8, 19, 20 e 117/c della Costituzione Italiana (sulla quale ha giurato come Ministro), sanciscono la libertà di culto e che lui, in quanto Ministro degli Interni, dovrebbe far rispettare questi articoli, non ignorarli in nome delle proprie convinzioni legaiole.
Arriviamo poi a Calderoli, che commentando la contestazione a Schifani di ieri alla festa del PD a Torino, si  spinge a dichiarare che Bersani dovrebbe dimettersi perchè "non riesce nemmeno a garantire un minimo di servizio d'ordine ad una manifestazione del suo partito". Il che mi fa domandare cosa avrebbe dovuto fare Bossi dopo l'assalto alla festa della Lega da parte degli ultrà atalantini ad Alzano Lombardo la scorsa settimana.
Per ultimo è la volta di Valentino Rossi che, parlando della decisione della direzione gara di non sospendere la corsa delle Moto 2 in cui ha perso la vita Shoya Tomizawa, sostiene che avrebbero dovuto interrompere la gara esponendo la bandiera rossa. Non mi risulta, però, che quando èstata la volta delle 500, lui abbia proposto di non gareggiare per rispettare la morte di un giovane pilota.Sarebbe stato un bel gesto, e lui aveva certamente l'autorità ed il carisma per farlo, e credo che in molti l'avrebbero seguito. Però è più facile criticare la direzione gara dopo...

martedì 15 giugno 2010

How long must we sing this song

30 Gennaio 1972 - 15 Giugno 2010: 14016 giorni per chiedere scusa a John (Jackie) Duddy, Patrick Joseph Doherty, Bernard McGuigan, Hugh Pious Gilmour, Kevin McElhinney, Michael Gerald Kelly, John Pius Young, William Noel Nash, Michael M. McDaid, James Joseph Wray, Gerald Donaghy, Gerald (James) McKinney, William Anthony McKinney, John Johnston, uccisi dall'esercito britannico nella giornata tristemente nota come "Domhnach na Fola" (in inglese: Bloody Sunday).
QUI il sito che riporta tutti gli atti dell'inchiesta che ha portato alle scuse del governo britannico.

lunedì 31 maggio 2010

La mia fede non si tessera

Ieri è finito il campionato di Serie B. O meglio, è finita la stagione regolare, poichè ora mancano solo più i playoff. Però è forse finita un'epoca, almeno per me. Se anche il Torino FC aderirà alla farsa della Carta Di Credito del Tifoso (chiamarla "tessera" è un fine inganno escogitato dal ministro Maroni) e la renderà obbligatoria per sottoscrivere l'abbonamento, allora non rinnoverò l'abbonamento. Questo non significa che smetterò di seguire il Toro, ma solo che sarà un po' più complicato e costoso, poichè mi toccherà acquistare i biglietti singolarmente ogni domenica nei settori in cui ci sarà disponibilità.
Questo vorrà dire quasi sicuramente niente curva Maratona, e si tratterà di una mazzata pesante per chi, come me, la frequenta da quasi quarant'anni e la considera la sua seconda casa.
"Ma che te frega? Fatti 'sta tessera e fai il tuo abbonamento tranquillo", direte voi. E invece no. Il NO alla tessera che arriva da più parti, ha delle motivazioni serie e profonde. Sbaglia, e di grosso, chi crede che si tratti solo di una protesta del mondo ultras (principale obiettivo da colpire da parte del Ministero degli Interni). La Tessera del Tifoso è un argomento che riguarda chiunque segua, più o meno regolarmente, una squadra di calcio ed ami seguirla allo stadio. Magari andando anche in trasferta.
Perchè sono contrario alla tessera? Per molti motivi. Innanzitutto si tratta di una privazione della libertà personale che la rende ai limiti della costituzionalità. Infatti il ministro Maroni si è ben guardato dall'imporla con una legge o un decreto legge, ma ha emanato una circolare ai prefetti, in cui si consiglia di far sì che le società di calcio si adeguino a questa normativa. Le società non sono obbligate, dunque, ma in pratica sono state bellamente ricattate da Ministero, Federazione e Lega Calcio, che hanno obbligato le società ad aderire al programma.
E' assurdo che per acquistare un abbonamento o per andare in trasferta nel settore ospiti, io debba preventivamente essere autorizzato da una questura, che decide se posso o meno andare allo stadio. Perchè è proprio qui, il punto. La tessera verrà rilasciata solo dopo che la quiestura avrà vagliato il tuo nominativo ed avrà dato il suo nulla osta.
Dopo varie contrattazioni (manco si fosse al mercato), la normativa che regola l'emissione della tessera è stata modificata, anche se non c'è nulla di certo, ed ogni società dà indicazioni differenti e discordanti.
Uno dei grossi nodi era quello che impediva a chiunque avesse subito un Daspo o avesse commesso reati "da stadio", di sottoscrivere la tessera. In pratica chi fosse stato denunciato e condannato per l'inseguimento dell'arbitro Lo Bello a caselle nel 1973, non avrebbe potuto sottoscrivere la tessera.
Poi si è passati a considerare solo gli ultimi 5 anni, come ostativa per il rilascio della tessera. Peccato, però, che non si tenesse conto di eventuali assoluzioni e revoche di Daspo, e visto come viene utilizzato il provvedimento di diffida (cioè spesso ad minchiam) il problema continuava ad essere bello grosso.
L'ultima interpretazione del ministero dovrebbe finalmente dissipare un po' di dubbi su questo argomento, rendendo impossibile la sottoscrizione della tessera a chi ha in corso dei provvedimenti di daspo (e qui non si capisce: non basta il daspo per non fare andare allo stadio la gente???) e per chi ha ricevuto condanne definitive per reati da stadio negli ultimi cinque anni.
Per quanto la situazione sia molto migliorata rispetto all'inizio, ancora non ci siamo. Se io ho commesso un reato 5 anni fa ed ho scontato la mia pena, perchè diavolo devono darmi una pena accessoria? Forse che se rubo una mela al supermercato e mi condannano, quando ho scontato la pena assegnatami mi impediscono di entrare nei supermercati per 5 anni?
L'eleggibiltà, comunque, è solo uno dei fattori che mi rendono contrario alla tessera del tifoso.
Cos'è in realtà questa tessera? Il Ministero ci dice che vuole essere uno strumento di fidelizzazione dei tifosi. Fidelizzazione? Ma se non c'è nulla al mondo di più fidelizzato di un tifoso!!! Cosa volete ancora fidelizzare? E, tra l'altro, lo stabilisce il Ministero se io sono un tifoso fedele?
In realtà si tratta di una grossa operazione commerciale che nasconde una massiccia operazione di schedatura. Come detto prima, la tessera altro non è che una carta di credito revolving, e già questo basterebbe a squalificarla. Un altro particolare apparentemente insignificante, è che la tessera usa la tecnologia RFID. Per chi non sapesse cos'è, si tratta di un chip su cui vengono immagazzinati dei dati (a discrezione di banca emettitrice e Ministero degli Interni) in grado di trasmettere questi dati ovunque ci sia un terminale adatto a riceverli. Questo piccolo particolare ti rende sempre tracciabile, ovunque tu sia, sottoponendoti quindi ad una sorta di pedinamento virtuale attuabile in ogni momento. A questo proposito, il Ministero ha già stretto accordi con le Ferrovie e la società Autogrill che non lasciano presagire nulla di buono.
Capitolo schedatura. Obiezione: ma con il biglietto nominale in pratica sei già schedato. Risposta: non esattamente. I dati che fornisci per il rilascio del biglietto nominale nn arrivano alla questura, ma alla società che gestisce la vendita dei biglietti (Lottomatica, per il Torino). Questi dati vengono trasmessi alla questura solo su richiesta della stessa ed a seguito di reati commessi all'interno dello stadio. I dati che bisogna fornire per il rilascio della tessera del tifoso, vanno invece immediatamente in questura. Meditate, gente, meditate...

venerdì 7 maggio 2010

Il buongiorno si vede dal mattinale

E' notizia di oggi la disponibilità online del mattinale di tutte le 103 questure italiane. Per chi non lo sapesse, il mattinale è il resoconto giornaliero delle operazioni di Polizia, ed è stato lo strumento di lavoro di migliaia di cronisti di "nera" alla ricerca di qualche notizia interessante da pubblicare.
Finora era possibile consultarlo solo in questura, ma anche le nostre forze dell'ordine si sono modernizzate e l'hanno pubblicato sul web. A parte la singolarità del fatto che il mattinale sarà consultabile sul sito web della Polizia di Stato e su quello di Mediaset (si... Mediaset!!! Il servizio è curato da TGCom), sarà interessante vedere se sul mattinale risulteranno tutte le notizie provenienti dalle varie questure. Anche queste, queste o queste.

sabato 10 aprile 2010

Un bel passo avanti, ma la strada è ancora lunga

Ieri è stata una giornata per certi versi storica per i tifosi granata. E' infatti caduto anche l'ultimo ostacolo burocratico (a meno che non ne spuntino di nuovi, come accade oramai da 13 anni) per la ricostruzione del Tempio degli Eroi: il Campo Torino, meglio conosciuto come Stadio Filadelfia.
Il 18 Luglio 1997, le ruspe mandate dal sicario Novelli rasero al suolo l'impianto, lasciando in piedi solo alcuni monconi della tribuna centrale e due angoli di curve. Da allora è stato tutto un susseguirsi di proposte, speculazioni e prese in giro che hanno anche rischiato di vedere scomparire per sempre l'area dello stadio, per far posto a supermercati e condomini di lusso.
I tifosi del Toro non si sono mai arresi, però, e con determinazione hanno rimosso tutti gli ostacoli che man mano si materializzavano ad impedire la ricostruzione di quanto di più sacro abbia un granata.
E' stata dura, perchè a volte alle manifestazioni ci si ritrovava in quattro gatti (ricordo non più di cinquanta persone davanti al comune lo scorso anno, e circa una ventina in circoscrizione lo scorso gennaio), ma gli sforzi sono stati premiati.
Ora tocca a tutti coloro che, da dietro alle loro scrivanie, seduti sulle loro comode poltrone, hanno sempre dato massima disponibilità allaricostruzione, una volta che fossero stati rimossi tutti gli ostacoli.
Ecco, signori, gli ostacoli li abbiamo rimossi. Ora tocca a voi fare la vostra parte.
Ma non illudetevi: non abbiamo ancora smesso di vigilare, e gli speculatori verranno trattati come sono stati trattati fino ad ora. A calci nel culo.