domenica 24 agosto 2008

Il ritorno di Rolando

Avevo già parlato di lui lo scorso Gennaio, quando fece "conoscenza" con la tifoseria granata. I casi della vita vogliono ora che Rolando Bianchi venga ingaggiato dal Toro a sette mesi dal "tradimento" notturno con cui mandò in fumo un accordo già fatto (a parole) per trasferirsi alla Lazio di Lotito, che gli garantiva, a detta sua, il futuro più del Toro. Poichè il tempo è galantuomo (non sempre,ma stavolta si), si scopre che il progetto della Lazio di Lotito era quello di fargli fare da sostituto di Pandev e Rocchi, facendolo accomodare spesso in panchina, ed a fine stagione rispedirlo al mittente, ovvero il Manchester City, da dove Bianchi se ne voleva andare a tutti i costi. Dopo una lunga serie di tira e molla, Bianchi è stato acquistato a titolo definitivo da Cairo,con uno sforzo economico importante (si, insomma... viene pagato con le plusvalenze, ma non stiamo a sottilizzare ;) ).
Cairo, con il suo solito fiuto pubblicitario, ha presentato l'acquisto ieri sera prima della gara di Coppa Italia contro il Brescia, alla evidente ricerca di consensi (= abbonamenti).
La tifoseria si è divisa in queste settimane tra chi non perdona a Bianchi lo sgarbo di Gennaio (io, manco a dirlo, sono tra questi), e chi se ne batte ampiamente le palle, perche' e' la punta che ci serve come il pane e chissenefotte.
Nonostante quanto scritto dai giornali (?!?), la presentazione di Bianchi non è avvenuta davanti ai tifosi "genuflessi ed osannanti" (cit. Oddenino da La Stampa). La fazione di chi non gli ha ancora perdonato lo sgarbo è tutto sommato preponderante. Ciò non vuol dire che lo contesteremo, ma prima di meritarsi i cori di Sereni (ad esempio), dovrà farsi perdonare le "malefatte" a suon di goal.
L'accoglienza di ieri sera è stato un messaggio nemmeno tanto subliminale. Mentre lui ed il presidente ("Abbiamo Rolando Bianchi perchè abbiamo un presidente grandissimo che ha reso possibile tutto ciò" cit. speaker delllo stadio) facevano il giro dello stadio, non si sono sentiti cori di incitamento per Bianchi, ma solo dei generici cori per la squadra, e qua e là si è sentito pure qualche fischio (nemmeno pochi, a dire il vero).
Domenica si comincia...

martedì 19 agosto 2008

Sensi santo subito.

E' morto Franco Sensi, patron della Roma der Pupone. Si scopre che era un santo. Tanto una brava persona, come nel calcio non ce ne sono più. Si è svenato per regalare alla Roma uno scudetto (ed agli arbitri un rolex a testa). Ha fatto letteralmente carte false (vedi le fidejussioni taroccate) per mantenere la Maggica al top in questi anni. Altri, per avere fatto carte false, sono falliti e retrocessi.
Ma Sensi era un santo.
Vabbe'...

venerdì 8 agosto 2008

Estrazioni dell'otto

Sono le 8:08 dell'8/8/08.
Poichè l'otto dovrebbe essere il mio numero fortunato, in questo momento dovrebbe succedermi qualcosa di bello/importante/gradevole.
Vi terrò informati, ma sono scettico :).

martedì 5 agosto 2008

L'importanza della percezione

E' oramai qualche anno (almeno un decennio se non di più), che l'Italia ha chiaramente svoltato verso una società basata sull'immagine, sull'essere e sull'apparire. Non che in altri paesi non sia così, ma indubbiamente l'Italia è ai primissimi posti in una immaginaria graduatoria. Con questa base di partenza abbastanza solida, i nostri politici (sia di destra che di sinistra, anche se riesce molto meglio a quelli di destra per ovvi motivi) sfruttano a più non posso, anche oltre ogni limite di decenza, l'importanza che la "gggggente" dà alla percezione rispetto alla realtà.
La differenza tra percezione e realtà la spiega molto bene Paferrobyday nel suo post odierno, dove vengono citati due dati molto interessanti: il primo evidenzia come la criminalità italiana sia assolutamente nella media Europea se non addirittura inferiore, mentre invece in fatto di trasparenza e legalità pubblica ed amministrativa siamo penultimi in Europa e messi malissimo nel mondo. Eppure i primi provvedimenti del governo sono tutti indirizzati verso la Sicurezza del cittadino che, stando a quanto il governo ed i media "di regime" ci raccontano tutti i giorni, sono terrorizzati, si barricano in casa, ed accolgono i soldati nelle città quasi come vennero accolti gli Alleati nelle città liberate dai nazifascisti.
Ed è ovvio che la gente sia terrorizzata "con tutto quello che si legge sui giornali e si sente alla televisione".
Ma siamo sicuri che tutto quello che si legge e si sente sia vero? O meglio, non che le cose non succedano, ma un vecchio adagio giornalistico recitava che "un cane che morde un uomo non fa notizia, ma un uomo che morde un cane si". E spesso basta davvero poco, nel modo di presentare le notizie, nella scelta di quali presentare, quando, come e dove, per dare una percezione della realtà completamente differente.
Un extracomunitario che guida ubriaco ed ammazza una persona a Roma finisce dritto in prima pagina.
Un ragazzo italiano che guida ubriaco ed ammazza una ragazza Moldava in provincia di Torino non arriva nemmeno in cronaca nazionale.

lunedì 4 agosto 2008

Arrivano i nostri!!!

E così anche a Torino, da oggi, arrivano i soldati, avanguardia di un gruppo che verrà raddoppiato numericamente a settembre. Lo scopo del nostro governo, oltre che di mostrare i muscoli (ma a dire il vero mi sembra tanto la scenetta di quello che si guarda attorno urlando "Qualcuno mi tenga se no l'ammazzo" senza che nessuno provi minimamente a muovere un dito), dovrebbe essere quello di rassicurare i cittadini e far vedere loro che lo stato è presente.
Io sarò all'antica, sarò prevenuto, sarò anche fatto male, ma vedere i soldati per strada non mi rassicura per niente. Anzi... E a dirla tutta invece che sentirmi sicuro, come minimo mi sento in Sudamerica, in uno di quegli staterelli dove il governo cambia ogni due per tre a seconda di come gira la luna all'inquilino della Casa Bianca.
Il problema principale, secondo me, è che il provvedimento è chiaramente dimostrativo ed assolutamente privo di qualunque efficacia.
prendiamo il caso specifico che mi riguarda da vicino: a Torino i militari pattuglieranno anche la zona dove abito, da qualche anno abituale ritrovo notturno di spacciatori, tossici e delinquenti in genere.
Sono pronto a scommettere che spariranno tutti nel nulla in men che non si dica, come già successe durante le Olimpiadi, ma sono altrettanto pronto a scommettere che al termine del provvedimento, cioè a fine anno, quando i soldati torneranno in caserma, i pusher e tutta la gentaglia assortita che li accompagna, si ripresenteranno puntuali come le tasse e le disgrazie.
Il perchè è ovvio: mandare i soldati per le strade per sei mesi non serve a niente. Non è un intervento strutturale, ma propagandistico. Non risolve i problemi, ma li differisce temporalmente (li risolve per sei mesi) e geograficamente (sposta la gentaglia altrove, non la elimina).
Meglio sarebbe stato, a mio parere, destinare i soldi spesi per questa operazione al rafforzamento delle forze dell'ordine esistenti, alla miglioria del loro parco macchine, all'aumento del personale per poter mandare in pattuglia tutti quegli agenti ora impegnati tra le scartoffie negli uffici in un lavoro sicuramente utile e necessario ma che non può avere la precedenza sulle emergenze territoriali.
Basta pensare, però, al padre di questo provvedimento, quell'Ignazio La Russa che non vedeva l'ora di giocare un po' ai soldatini come faceva da piccolo: non ci si potevano aspettare cose molto diverse da un personaggio così.