Il masso su per la montagna dobbiamo spingerlo comunque. Facciamolo almeno col sorriso sulle labbra.
venerdì 7 giugno 2013
Poeti in erba
giovedì 6 giugno 2013
Certezze invidiabili
E' notizia di questi giorni della morte del bambino di due anni dimenticato in auto dal padre, il quale è andato tranquillamente a lavorare senza averlo lasciato a scuola come al solito.
La notizia è di quelle che stringono il cuore, come tutte quelle che coinvolgono i bambini, ma ciò che mi ha sconcertato maggiormente è la reazione del classico "uomo della strada".
Ne ho sentite di tutti i colori, ho sentito ogni tipo di insulto nei confronti del padre, ogni tipo di pena (anche quella capitale) da infliggergli, e devo dire che la cosa mi ha provocato un fortissimo disagio.
Vi racconterò un episodio accadutomi qualche anno fa, quando portavo tutte le mattine mio figlio all'asilo e tutte le mattine per poi andarlo a riprendere alla sera. Così, ogni giorno della settimana lavorativa per quattro anni.
Ho uno splendido ricordo di quel doppio viaggio giornaliero. Mio figlio è sempre stato molto "ciarliero", e non c'è mai stato pericolo di annoiarsi durante i quindici minuti del breve tragitto casa/asilo/casa. Ricordo ancora un periodo in cui tutti i giorni facevamo andata e ritorno cantando insieme "La fiera dell'Est".
Ad ogni modo, non è questo il punto. Il punto è che un giorno l'asilo è finito, ed il primo giorno successivo alla fine dell'anno scolastico ho preso la mia bella macchinina, ho fatto la solita strada, sono arrivato fin davanti al portone dell'asilo ed ho spento il motore. Solo al momento di scendere dalla macchina per accompagnare mio figlio all'asilo, mi sono reso conto che non c'era nessuno da accompagnare perchè era finito la scuola e, ovviamente, mio figlio non era in macchina con me.
La situazione è decisamente diversa da quella del padre di Piacenza, ma quello che voglio dire è che a volte la nostra mente si comporta in maniera del tutto imprevedibile, arrivando a convincerti anche delle cose che non sono. E' terribile, angosciante e tremendo, ma "dimenticarsi" il figlio in macchina essendo convinti di averlo portato a scuola come tutti i giorni è assolutamente possibile, per quanto fortunatamente raro che accada.
Non è un modo per scagionare o giustificare il padre, ovviamente. Ha le sue responsabilità. Ma mi piace guardare la vicenda anche dal suo punto di vista.
Quel pover'uomo ha un fardello pesantissimo da portare fino alla fine dei suoi giorni, perchè quello che ha fatto, sebbene inconsciamente, credo sia davvero difficile da superare. E' difficile anche solo immaginare come si possa sentire in questo momento.
E tutti voi che vivete pieni di certezze, sicuri che "a voi non potrebbe capitare", che "per quelli come lui ci vorrebbe la pena di morte", che "come si fa a non curarsi dei propri figli", beh... vi invidio.
Davvero.
Vi invidio perchè mi piacerebbe avere anche solo la metà delle vostre granitiche certezze, mentre mi ritrovo ad essere continuamente assalito da dubbi ed esitazioni, nella vita.
O forse no. Non vi invidio per niente...
domenica 3 febbraio 2013
Il problema siamo noi
giovedì 31 gennaio 2013
Uozzaaaaap!!!!
"ATTENZIONE!!! Dopo la fine del 2012, a partire dal lunedì della prima settimana di gennaio 2013, whatsapp sarà a pagamento al costo di 5 cent. a messaggio. L'attivazione di questa funzione potrà essere annullata spedendo questo messaggio ad almeno 8 contatti. Attenzione questa volta non è una bufala ma un messaggio vero e chiaro, pertanto si potrà consultare il sito principale di whatsapp dove sono riportate le stesse identiche cose scritte qui".
Ho ricevuto questo messaggio da almeno quattro contatti whatsapp a Dicembre (ma potrebbero essere di più, vado a memoria...), e mi è tornato in mente proprio oggi, a causa delle polemiche che stanno allargandosi a macchia d'olio sulla presunta trasformazione di whatsapp in applicazione a pagamento.
Tra l'altro il messaggio riportato in testa al post viene spesso preso a riferimento dai boccaloni di professione che ora tentano di prendersi la loro rivincita affermando che "era vero quello che si scriveva, non era una bufala come dicevate voi".
Ora, al di là che i termini della questione sono diversi (5 cent a messaggio contro 0,79 cent annuali, il primo lunedì di Gennaio contro un anno dalla prima installazione, tanto per citare le due maggiori discrepanze tra bufala annunciata e realtà), tutto il polverone che si sta alzando in questi giorni significa una cosa sola: il 90% delle persone non legge le condizioni d'uso, nemmeno quando sono chiare ed evidenti e non nascoste in note minuscole, e non controlla quello che amplifica a sproposito, nemmeno quando basterebbe andare a verificare se davvero sul "sito principale di whatsapp sono riportate le stesse identiche cose scritte qui" (il che, ovviamente, non è vero).
Al termine dell'installazione di whatsapp, almeno nella versione Android, viene specificato chiaramente che il servizio è gratuito per un anno, dopodiché bisognerà pagare un canone annuo. Il fato che questo anno di gratuità sia stato esteso almeno un paio di volte in occasione di aggiornamenti e/o reinstallazioni, non significa che le condizioni d'uso prevedessero un utilizzo gratuito all'infinito dell'applicazione. Bastava leggere.
Eh... hai detto niente!!!
sabato 12 gennaio 2013
Le figu
E si giocava, si scambiavano le doppie, si prendevano magari altre doppie che però si sapevano essere utili a qualcun altro che aveva la figurina "difficile" che cercavi da tempo. E Pulici non lo scambiavo mai. Nemmeno se ne avevo tre o quattro, nemmeno se mi offrivano quelle che mi mancavano. Pulici, semplicemente, non era mai nel mazzo delle doppie, nè in quello da giocare, con il rischio di perderlo.
"Quante ne vuoi per Pulici?"
"Non ti bastano quelle che hai"
"Ne posso avere altre"
"Non ti basteranno mai".
Ed ogni volta che si parla di figu, non posso non pensare alla figurina raffigurata qui a fianco: Stanislao Bozzi, riserva del Torino. Ho inseguito questa figurina per mesi e mesi per completare il Torino nell'album 1970/71. Una figurina splendida, con il campo adiacente al Fila, quello su cui spesso si allenava la Primavera, innevato, una caratteristica che mi ha aiutato ad avere sempre un'immagine chiara e precisa di questa figurina ed a ricordare il nome di questo ennesimo carneade granata (3 presenze e zero gol nel Toro in tre anni).
